Il telefono cellulare ci ha cambiato la vita. Si tratta di una frase inflazionata, di un luogo comune, di un’affermazione ormai senza tempo; e forse proprio per tutte e tre queste ragioni si tratta inevitabilmente di una grande verità. E se agli albori della sua diffusione chi aveva il cellulare ne faceva un uso più conforme alle proprie necessità, oggi il cellulare, o meglio, lo smartphone, è un compagno irrinunciabile nelle nostre giornate. Abbiamo ormai una necessità quasi fisiologica di portarci dietro quella sorta di ‘mattonella’ digitale, con i suoi colori e le sue funzionalità, con le applicazioni più svariate e variegate e il touch screen d’ordinanza.
Privarci del cellulare avrebbe oggi la valenza di un ‘fine pena mai’ imposto all’innocente. Il cellulare è estensione del nostro corpo, nonché mezzo espressivo della nostra personalità.
Privarci del cellulare avrebbe oggi la valenza di un ‘fine pena mai’ imposto all’innocente. Il cellulare è estensione del nostro corpo, nonché mezzo espressivo della nostra personalità.
Insomma, toglieteci tutto, ma non il nostro smartphone.
E lo smartphone, questa nuova creatura nata in seno alla dinastia dei cellulari, è lo strumento che ci permette di accedere all’era social. Senza il cellulare iperconnesso e iperattivo siamo tagliati fuori da un mondo che vive in parallelo a quello fisico, un universo che fa la storia senza né passato né futuro, avvalendosi solo di un presente multitasking.
L’invasione coatta dei cellulari di ultima produzione ha mutato in maniera profonda gli stili di vita di giovani e meno giovani, in un mondo social dove le diverse età si appiattiscono sull’unica e complessiva generazione virtuale.
Viviamo di network, di pixel e di wi-fi. Tutto il resto è inutile, noioso, non crea empatia né emozione.
Perderlo o perdersi? This is the question.
Perdere il telefono, dimenticare il proprio smartphone, uscire di casa senza la connessione col mondo è il più grave dramma che più vivere l’uomo medio contemporaneo, sia esso russo, italiano o giapponese. Non esiste crisi, recessione o calo del potere d’acquisto che possa fermare la generazione social dal correre nel proprio store di fiducia per entrare in possesso dell’ultimo modello android o iOS. La mela smangiucchiata e il goffo omino verde rappresentano ormai i desideri più profondi della società attuale, ne disegnano e realizzano i sogni, rendono possibili le fantasie più disparate e sconfiggono la solitudine. Non v’è nulla, nelle vecchie tradizioni di entertainment, in grado di eguagliare il livello di appagamento che solo essi generano.
| Fonte: plpnetwork.com |
Senza la nostra fedele 'tavoletta' luminosa siamo noi a perderci, a rimanere soli, gettati in una società che ormai non conosciamo più 'davvero' perché siamo abituati a guardarla solo attraverso i megapixel di uno schermo antropomorfizzato. Dimentichi che la vita procede inesorabile, anche se non abbiamo fatto in tempo a 'condividerne' ogni singolo frammento.
